Uzzano

I primi documenti ritrovati nel borgo di Uzzano risalgono all’anno 1000, quando una famiglia nobile di Lucca fece costruire il castello.
L’intero borgo sorgeva in posizione strategica, da cui si poteva controllare l’antica via romana che portava a Lucca e che oggi offre invece una vista panoramica su Pescia e Valdinievole.
Il comune riesce a guadagnare l’indipendenza nel 1202, ma rimase soto la giurisdizione di Lucca fino a quando non cominciò a far parte della Repubblica di Firenze nel 1339 guadagnando una giuarnigione a protezione della rocca (considerata fra le più forti del tempo).
Uzzano tornò sotto il controllo dei lucchesi quando, nel 1847, il Ducato di Lucca si unì al Granducato di Toscana e che si trasformerò poi in provincia dopo l’unità d’Italia (la Valdinievole, di cui Uzzano fa parte, diviene poi provincia di Pistoia nel 1928).

Il centro storico attuale è quello costruito ai tempi della Rocca che venne distrutto nel 1832, di quest’ultimo sono rimasti solo alcuni tratti della cinta muraria.

Nel borgo sono ancora visibili quasi tutte le antiche vie pavimentate in pietra, inoltre sono visibili il Palazzo del Capitano del Popolo (risalente al XIII secolo) e la Chiesa di San Jacopo e Martino con il suo campanile costruito sull’antica torre di guardia (finita nel XVI secolo con l’aggiunta di dell’abside).

La Chiesa, che ospita un acquasantiera romanica e una fonte battesimale in marmo, ha, all’esterno, una facciata romanica che racchiude sia la tipica bicromia romanica pistoiese dei marmi verdi e bianchi e il loggiato sotto gli spioventi del tetto tipicamente lucchese e, all’interno, l’abside è stata affrescata da Jacopo Ligozzi e da Giovan Battista Naldini.

Il bosco ed i sentieri naturalistici

Vicino alla chiesa sorge l’oratorio della Madonna del Canale, dove comincia il percorso del CAI 49 che percorrendo una piccola parte di bosco porta alle località vicine come i Pianacci e Malocchio.

Sia il borgo che le località adiacenti sono circondate da vigneti e vecchi uliveti che circondano le case dei paesani, che provvedono al  loro fabbisogno personale di olio e producono uva dolce utile sia per da mangiare che da usare per il vino e l’aceto.

La suggestivià del bosco è data anche dalla sua fauna, quando il sole cala è possibile incontrare volpi, scoiattoli, cuccioli di cinghiale e caprioli.

Dopo la stagione di caccia, come quasi ovunque sulle colline attorno a Pistoia, si può mangiare un  ottimo ragù di cinghiale e altri prodotti locali come olio, miele, marmellate e vini, che rendono le escursioni ancora più vivaci all’ora di pranzo e di cena.

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fonte delle foto in galleria: www.wikipedia.org

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