Massimo Biagi

Massimo Biagi,  artista contemporaneo, nasce nel 1949 a Marliana in provincia di Pistoia. Studia arte a Pistoia e Firenze.

Tra il 1976 e il 1977 effettua sperimentazioni con musiche rumoriste e con proiezioni luminose e da vita al  “Foglio/manifesto” a cui partecipano Samuel Beckett, Emilio Vedova e Raphael Alberti. Nel 1978 fa esperienza di body-art, firma il manifesto del dissenso totale per la Biennale di Venezia e partecipa alle mostre internazionali di Mail Art nei musei di Germania, Francia, Spagna e altri.

Biagi, nel 1984, propone a Pistoia la prima mostra di opere graficiste con la presentazione di Mario Nigro e ancora l’esposizione “Telos”.

I manifesti del graficismo

L’Archivio Sassolini Editore pubblica, nel 1985 i manifesti, e altri scritti sul graficismo realizzati in quegli anni insieme ad Anna Brancolini.

Nel 1987 alla personale allestita a Villa Renatico Martini di Monsummano Terme, espone per la prima volta gli “eccitoplastici”, che segnano l’inizio del confronto dell’artista con l’idea della forma in rapporto con lo spazio.

Nel 1989 Biagi viene scelto per partecipare alla mostra “Ad Villam” allestita alla Rocca Paolina di Perugia e poi a Prato e il suo lavoro viene conosciuto da Sol LeWitt.

Risale al 1993 il suo interesse per i libri d’artista, tema sul quale lavora per la mostra “Libri D’artista” presentata al Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato e successivamente al Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 1996 presenta la serie “Libri”, divenendo fedele registrazione di un flusso di immagini interiori.

Dal 2001 ha cominciato la stesura di “Miradario” , opera alla quale si è dedicato ininterrottamente fino al 2005 e che implica esperienze in varie discipline: scultura, disegno, video.

Nel 2015 pubblica “Miradario Va” con presentazione di Stefano Gambini.

Opere

Partita Finale

Tra le opere più recenti di Massimo Biagi c’è “Partita Finale “che verrà esposta a breve a Montecatini. Su tessuto non tessuto, lo scopo dell’opera è sottolineare il rapporto tra scienza e spazio,tipico dei lavori di Biagi. Il grande dipinto realizzato con tecniche inusuali, unendo il materiale povero della tela con materiali più preziosi, rappresenta una partita di basket dove i giocatori si stagliano sulle palle che nei vari punti dell’opera rappresentano verità differenti.

Ogni simbolo, ogni figura ha un ruolo importante per una comprensione complessiva. In alto ,partendo da colori più tenui, un nido di uova di uccellini, che sembrano nel contesto quasi palle da gioco, fa da canestro per la partita e in opposto a  questo si stanno muovendo un gruppo di rondini create dalla  sovrapposizione di piccole falci.

Subito sotto vi è un bambino con una corona  capovolto su un carrello che tiene in mano un coltello e un martello.

Vicino vi è una figura sui toni del viola che come prolungamento del braccio ha una svastica, simbolo di rinnovamento poi utilizzata a scopo politico, che si ripresenterà sul fondo del telo.

Infine nella parte terminale vi è un corpo proteso verso una palla nei toni del nero-viola-blu.

Particolarità dell’opera è l’irregolarità della base della tela che presenta una rientranza creata in modo che gli osservatori possano “entrare” nella tela,  che sarà  in parte esposta a terra, in questo frammento caotico di vita tra spazio e tempo.

Sculture di carta

Sculture di carta
Sculture di carta

Da poco  per l’artista sono divenute di grande  interesse anche  opere in carta con lo scopo di trasmettere la fragilità e temporaneità delle cose.

Nate dunque per non durare, Biagi ha realizzato un video: “Abitanti”, dove una successione fotografica di queste opere viene accompagnata da una lettura di una sua poesia e dalla sua prima interpretazione pianistica.

Figure Figuriste e poesie

Meno recenti ma molto significative sono le opere in ferro realizzate nel 2008.Oltre che pittore e scultore, Massimo ha scritto anche numerose poesie.

Inoltre…

Attualmente alcune delle sue opere posso essere viste alla mostra allestita al Macc, in via Lemmo di Balduccio, a Montecatini Alto,  che terminerà il 4 settembre – “Singolari figure di Miradario”.

Inoltre in occasione di Pistoia Capitale della Cultura anche a Pistoia vi saranno brevi esposizioni delle sue opere nel corso dell’anno.

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